ARS - Associazione Ricerche sulla Schizofrenia

Il progetto ARS nella rete dei servizi psicosociali

Un patrimonio di esperienze per elaborare progetti in grado di rispondere a esigenze locali e alle aspettative dell'utenza
Tra i motivi ispiratori dell' Associazione Ricerche sulla Schizofrenia occupa una posizione centrale l'impatto delle profonde modificazioni in corso da diversi anni nella prassi assistenziale, modificazioni che la Legge di Riforma Psichiatrica aveva postulato, senza far corrispondere però al dettato giuridico i necessari strumenti applicativi. Col tempo, i servizi hanno indubbiamente migliorato i loro standard assistenziali e terapeutici; gli organici sono stati almeno parzialmente incrementati ed elementi indispensabili della progettazione terapeutica, come i centri diurni, le strutture intermedie e le comunità protette, sono stati attivati in molte USSL.
Ma la funzione assistenziale ha visto anche una positiva dilatazione del lavoro di collaborazione e di trasferimento dei modelli tra i servizi.
L'ARS aspirava in quegli anni ad una collocazione come "polo di riferimento; una presenza parallela e complementare alle diversificate forme di assistenza psichiatrica, pubblica e privata". Oggi queste funzioni, ancora valide per alcune realtà`, in particolare quella milanese, si sono profondamente modificate a livello regionale e nazionale.

Che cosa chiedono oggi gli operatori dei Servizi all'ARS? Il bisogno di discutere e di mettere a confronto modelli diversi, testandone la possibile integrazione; la necessita` di fruire di un'esperienza che si h rivelata efficace nel tempo specificandosi ed arricchendosi su base empirica; l'interesse a superare modelli provenienti da realtà` culturalmente non omogenee per elaborare progetti rispondenti alle esigenze locali e alle aspettative dell'utenza.
Queste richieste sono il frutto di una presenza discreta, seria, attenta alla verifica scientifica e non incline alle conflittualità` tipiche dell'adesione a modelli associativi o "sindacali" schierati in funzione ideologica o addirittura partitica.
Tale collocazione neutrale è stata riconosciuta all'ARS come un patrimonio da conservare e da potenziare per offrire alla prassi psichiatrica una voce in più da ascoltare.

    Carlo Lorenzo Cazzullo e Massimo Clerici